Politica Agricola Comune (PAC)

DALL’OMNIBUS ALLA RIFORMA DI MEDIO TERMINE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE

20 dicembre 2017

Cosa cambia per l’agricoltura

Presentate stamattina a Roma le novità della politica agricola comune che saranno in vigore dal 1 gennaio 2018. All’iniziativa hanno partecipato il Presidente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati Luca Sani, i membri delle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, i presidenti delle organizzazioni dei produttori e delle cooperative, le associazioni di categoria del settore agroalimentare, rappresentanti dell’industria alimentare e gli assessori regionali all’agricoltura. Ha concluso i lavori il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.
La riforma di metà percorso della Pac (ex Omnibus) è stata approvata la scorsa settimana dalla Plenaria di Strasburgo con 503 voti a favore, 87 contrari e 13 astenuti e, nella stessa giornata, dal Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue. Prevede aiuti ‘verdi’ più semplici da gestire per aziende e amministrazioni nazionali, conferma il principio che identifica gli agricoltori ‘veri’ quali beneficiari degli aiuti e li dota di strumenti più accessibili per proteggersi dal rischio climatico e dai crolli improvvisi di reddito. Novità sono in arrivo anche per gli agricoltori under 40, per l’utilizzo degli aiuti accoppiati alla produzione, che potranno essere attivati in funzione anticrisi e per il rafforzamento della posizione contrattuale dei produttori nella filiera agro-alimentare. L’approvazione delle modifiche ai quattro atti di base della Pac 2013 è stata il pezzo forte di questa legislatura europea per quanto concerne il settore agricolo. Un’opportunità che si è concretizzata grazie al determinante e determinato contributo del Parlamento europeo. La proposta di regolamento avanzata dalla Commissione quindici mesi fa conteneva solo piccoli aggiustamenti, insufficienti a mettere gli agricoltori in condizione di superare le difficoltà incontrate nell’applicazione delle misure varate nel 2013, e non all’altezza delle sfide che i sistemi agroalimentari stanno affrontando.
L’urgenza di modificare, in alcuni casi profondamente, il sistema di regole oggi in vigore è stata colta dagli eurodeputati, che più che emendare la proposta della Commissione ne hanno fatta una propria. Su alcune questioni il dibattitto in sede di negoziato con il Consiglio e con l’esecutivo dell’UE è stato intenso, ma credo che il punto di equilibrio che si è riusciti a trovare possa soddisfare gli agricoltori. Inoltre, essere riusciti a far passare tante proposte degli eurodeputati e a stralciare dal Regolamento ‘Omnibus’ la parte agricola per consentirne un’immediata applicazione certifica il protagonismo del Parlamento europeo, unica tra le istituzioni Ue a essere direttamente eletta dai cittadini.
L’approccio coraggioso e la visione più ambiziosa del Parlamento su alcuni temi come le prerogative delle organizzazioni di produttori nella filiera risultano inoltre rafforzate e legittimate dalla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue che ha fatto chiarezza sulle deroghe al diritto della concorrenza di cui le Op e le loro associazioni possono godere secondo i Trattati.
Il valore e i contenuti delle modifiche apportate, che fanno di questo regolamento una vera e propria riforma di medio termine della Pac, saranno il punto di partenza per ragionare sul futuro delle politiche agricole e si integrano con le riflessioni contenute nella Comunicazione della Commissione sulla Pac post 2020.

DALL’OMNIBUS ALLA RIFORMA DI MEDIO TERMINE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE ultima modifica: 2017-12-20T14:50:44+00:00 da redazione
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