Educazione alimentare e lotta agli sprechi

La ciotola di riso non basta, in Cina si mangerà più carne

26 Novembre 2017

L’europarlamentare De Castro lancia l’allarme sulla sicurezza alimentare
“Il cambio di dieta in Asia incide oggi più della crescita demografica”
Paolo De Castro è l’uomo dell’agricoltura per antonomasia: tre volte ministro, poi parlamentare Ue, ora primo vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Il suo ultimo libro “Cibo. La sfida globale” è una spia rossa sul destino del pianeta. Un tema immenso e irrisolto, quello della scarsità di risorse, lanciato a Expo 2015 e pornto a rimbalzare a Padova domani all’omonimo convegno promosso da PadovaLegge con la partecipazione del direttore del nostro giornale Paolo Possamai.
C’è un allarme “sicurezza alimentare”. Ma di cosa si tratta?
“La sicurezza di cui discuteremo domani è la food security non la food safety, non si parla di sicurezza sanitaria ma di approvvigionamento ed equilibri mondiali: domanda e offerta di alimenti. Quest’ultima messa sotto pressione dalla crescita demografica e anche dalla modifica delle diete, specie in Asia”.
Quali gli effetti?
“Le risorse naturali sono sotto pressione, a livello di produzione e di accaparramento di terre disponibili. La terra è scarsa e l’unico continente che ha ancora ettari non coltivati è l’Africa. Da qui il fenomeno del land grabbing, la caccia alle terre da parte di fondi arabi e cinesi che condiziona l’equilibrio fondiario di interi stati africani. La domanda di cibo oggi non ha altri sbocchi se non l’Africa e questa è una sfida globale”.
Quale ruolo gioca l’Italia?
“L’Italia ha giocato un ruolo importante con Expo 2015: ha posto il tema al centro dell’Esposizione, spiegando come l’innovazione e la ricerca possono aiutare a produrre di più ma in modo sostenibile. Non va poi dimenticato che fu proprio la commissione agricoltura italiana a proporre la risoluzione europea sullo spreco al Parlamento. Ora la Commissione Ue deve fare la sua proposta legislativa. Credo che molti Paesi siano pronti a intervenire sulla grande distribuzione e sigli scaffali, nelle date di scadenza e nei comportamenti individuali”.
Torniamo alla sicurezza, è la demografia o l’occidentalizzazione dei consumi a Oriente il vero “problema”?
“La popolazione la possiamo reggere ma la domanda andrà in stress tra 10-20 anni. L’omologazione delle diete porta sempre più al consumo di proteine e la carne è il cibo più sprecone di tutti; nella catena i meno “spreconi” di terra e acqua sono gli insetti e seppur ci disgusti ci arriveremo presto, quando in Asia non si accontenteranno più di una ciotola di riso. Mettiamola così: se i cinesi consumassero pro capite quello che consumiamo noi in Europa, ovvero più di un quintale di carne a testa, occorrerebbero 2 Pianeti”.
Non è più un problema di redistribuzione ricchi-poveri?
“Anni fa il tema era gestire le eccedenze, ma questa immagine si surplus è il passato, la prospettiva è un’era di scarsità. L’offerta non sta dietro la domanda, e s’infiammano i prezzi”.
Il 29 novembre l’Ue presenta i nuovi orientamenti in tema di politica agricola comune. Cosa ci dobbiamo aspettare?
“Si tratta solo dell’inizio di un dibattito e dovremmo aspettare il 2022-2023 prima delle proposte effettive. La vera novità è che la settimana prossima Strasburgo voterà la riforma della Pac che segue tre pilastri: semplificazioni, miglioramento ed efficacia degli strumenti di assicurazione del rischio e infine misure di mercato per rafforzare l’organizzazione commerciale dei nostri agricoltori. Si tratta del pacchetto agricolo all’interno del Regolamento Omnibus. Sarà attivo dal 1 gennaio 2018”.

Intervista di Eleonora Vallin, pubblicata su Il Mattino di Padova, 26 Novembre 2017

La ciotola di riso non basta, in Cina si mangerà più carne ultima modifica: 2017-11-26T10:43:47+01:00 da redazione