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PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO OMNIBUS

13 Marzo 2017

La proposta di Regolamento Omnibus rappresenta, nonostante la sua notevole complessità gestionale ed amministrativa, un’importante opportunità per andare a migliorare e a risolvere le principali problematiche che i nostri agricoltori hanno riscontrato nei primi tre anni di applicazione della nuova Politica Agricola Comune. Accogliamo quindi con favore l’apertura fatta dalla Commissione europea in questo senso: ritengo però che il Parlamento abbia il dovere di rendere più ambiziose le proposte della Commissione, attenendosi ai due obiettivi principali del testo nel suo insieme, vale a dire la semplificazione delle procedure e l’alleggerimento burocratico.
Proprio per questo, d’accordo con il co-relatore Albert Dess, ci siamo voluti dare delle linee guida – approvate dai coordinatori di tutti i gruppi politici – per i nostri interventi, cosi come per tutti gli emendamenti, al fine di garantire un contributo significativo della Commissione Agricoltura, ma finalizzato a risultati mirati ed ottenibili. Voglio quindi rassicurare il Commissario Hogan che, nella sua lettera del 23 febbraio scorso, esprimeva forti preoccupazioni in merito alle proposte di emendamento di Parlamento e Consiglio, in quanto avrebbero potuto ritardare il raggiungimento di un accordo tra le tre istituzioni e l’entrata in vigore delle misure prevista per il 1 gennaio 2018.
Dal canto nostro, al contrario, il progetto di relazione è strettamente correlato all’obiettivo di semplificazione voluto dalla Commissione e non riapre in alcun modo l’accordo politico preso durante la riforma della PAC, garantendo quindi la stabilità degli atti di base che i nostri agricoltori necessitano.
Da un punto di vista prettamente numerico, nonostante i 94 emendamenti elaborati da me insieme ad Albert Dess, voglio chiarire che questi si riferiscono a poco più di 30 misure specifiche, in linea quindi con le 31 proposte dal Commissario Hogan.

Passando ora al contenuto del testo:
– Le linee guida del lavoro sono state SEMPLIFICAZIONE, ORGANIZZAZIONE e GESTIONE DEI RISCHI. Questa è, peraltro, la traccia di lavoro che ci ha consegnato la Commissione con le proposte contenute nel regolamento Omnibus. E su questa abbiamo lavorato cercando, insieme al collega Dess, di raggiungere posizioni condivise che facessero fare un passo in avanti reale e percepibile dagli agricoltori sui tre temi che ho citato e che ripeto: SEMPLIFICAZIONE, ORGANIZZAZIONE e GESTIONE DEI RISCHI. Seppure la proposta della Commissione è condivisibile in molti suoi aspetti ci è sembrata timida. Diversi piccoli passi vengono proposti, nella giusta direzione, ma ci appaiono ancora troppo piccoli. Troppo modesti anche in relazione alle evidenze che vengono fuori da questi primi due anni e poco più di applicazione della riforma del 2013. Risultati poco confortanti sul fronte amministrativo-burocratico, molti dubbi sull’efficacia di alcune misure ritenute strategiche, come il greening e la gestione dei rischi, molte perplessità sulla capacità degli strumenti disponibili per fronteggiare le diverse e acute crisi di mercato che abbiamo sperimentato negli ultimi anni. Siamo partiti da qui e mediando, credo efficacemente, tra due visioni che seppure largamente coincidenti, hanno sfumature diverse, abbiamo articolato una proposta che tenta di dare risposte più efficaci in una direzione in gran parte coerente con quella proposta dalla Commissione.

– In gran parte ma non in tutto. A partire dalla messa in discussione della figura dell’AGRICOLTORE ATTIVO. Si tratta soprattutto di non rinunciare ad un principio di effettività e trasparenza dell’azione pubblica che è alla base della legittimazione della politica agricola comune. Crediamo che la soluzione di alcune difficoltà applicative negli Stati Membri debba essere agevolata, ma siamo fermamente convinti che il supporto vada garantito solo a chi ne ha diritto. Dopotutto questo tema è stato uno di quelli su cui nel dibattitto che ha anticipato la riforma del 2013, si era posta molta enfasi. Un punto caratterizzante della riforma che crediamo non possa essere rimesso completamente in discussione.

– Sul tema della SEMPLIFICAZIONE il risultato scaturito dal confronto con l’On. Dess è molto articolato. Innanzitutto un tema: semplificazione per gli apparati amministrativi degli Stati Membri nelle operazioni di gestione dei programmi di sviluppo rurale e velocizzazione delle procedure. Non solo per snellire il carico complessivo di burocrazia ma anche per dare maggiori certezze agli agricoltori sulle tempistiche dei loro investimenti e delle relative contribuzioni pubbliche. Poi il GREENING, sulla cui complessità si sono spese tante parole quanti sono stati i dubbi espressi sulla sua efficacia. Abbiamo cercato di individuare dei punti di caduta che potessero tenere insieme semplificazione e VALORIZZAZIONE DEL RUOLO AMBIENTALE dell’agricoltura. Abbiamo per questo scelto di includere le colture erbacee, le colture sommerse e le leguminose nel novero di quelle sostenibili. E proponiamo ulteriori semplificazioni nell’architettura del greening. Dall’innalzamento a 15 ha della soglia oltre la quale scattano gli obblighi di diversificazione, all’eliminazione della soglia dei 30 ha per le aziende che per oltre il 75% della loro superficie sono coperte da colture e pratiche ecologiche e, sono, quindi, di fatto sostenibili. Questo insieme ad altri piccoli aggiustamenti che proponiamo, dovrebbe rappresentare un passo in avanti importante per facilitare la vita degli agricoltori – e soprattutto dei piccoli agricoltori – e degli apparati di controllo. D’altronde considerare grande un’azienda di 11 o 12 ha guardando alla redditività media di queste tipologie dimensionali sembra azzardato. Un emendamento che vuole valorizzare le funzioni ambientali dell’agricoltore, spingendo verso un ampliamento dei servizi ambientali, ma anche contenendo i vincoli aziendali e amministrativi che ne derivano. L’idea di favorire in particolare le colture leguminose prende piede non solo dall’idea di valorizzarne la funzione ambientale, ampliando il focus ecologico, ma anche di rendere questa opzione coerente con l’obiettivo di ridurre la dipendenza di proteine dall’esterno.
Infine proponiamo una soluzione alla questione della continuità della programmazione per lo sviluppo rurale, per evitare, come in molti casi accaduto tra il 2014 e il 2015, a ridosso dell’approvazione dell’ultima riforma della PAC, che ci fossero delle interruzioni nella continuità dell’intervento. Così abbiamo proposto che fino all’entrata in vigore di nuovi regolamenti le misure dei vecchi programmi possano essere traslate nei nuovi.

– Per quanto concerne il tema dei MERCATI, e qui voglio ringraziare il collega Michel Dantin – che ricordiamo è stato relatore per il regolamento sull’OCM unica durante la riforma del 2013 – per essersi reso disponibile fin da subito a collaborare con importanti input e un confronto costante. Abbiamo ritenuto opportuno prendere a riferimento le conclusioni del rapporto redatto dalla task-force sui mercati agricoli in cui si evidenzia ancora una volta la necessità di elevare la qualità degli strumenti organizzativi e di favorire i modelli di economia contrattuale nel governo delle filiere. Abbiamo inoltre accolto con favore la proposta delle azioni di coaching, importante, ma ancora troppo poco, per rispondere alle sollecitazioni che l’andamento dei mercati ci ha trasferito in questi ultimi anni. Queste le motivazioni alla base delle BARGAINING ORGANIZATIONS. Uno strumento che va a completare un percorso di rafforzamento dell’offerta partito con il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori e poi delle loro associazioni. Le formule organizzative vengono così rinnovate e rafforzate nella chiave di estendere i concetti già espressi con il varo del pacchetto latte ad altri settori. Le soluzioni proposte mirano a favorire le opportunità di concentrazione dell’offerta e a condividere funzioni di tipo organizzativo e commerciale. Anche al fine di favorire il ricorso a modelli contrattuali collettivi finalizzati alla stabilizzazione dei rapporti lungo la filiera e alla collaborazione interprofessionale. Un passo in avanti, riteniamo importante, per riequilibrare in parte i poteri negoziali lungo la filiera e rendere più efficaci le formule organizzative a disposizione degli agricoltori di tutti i comparti produttivi.

– Sempre sul tema dei mercati, ma sul versante della prevenzione e gestione delle crisi, non potevamo non fare tesoro delle recenti esperienze legate alla crisi vissuta dal settore lattiero europeo. La straordinarietà che necessariamente ha dovuto caratterizzare alcuni interventi ne ha fatto disperdere l’efficacia e i risultati non sono stati quelli potenzialmente attesi e non si sono manifestati nei tempi sperati. La proposta è quella di disciplinare in modo maggiormente coordinato e come risultato di specifiche condizioni l’eventualità di sostegni alla RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE finalizzati a riequilibrare i mercati.

– Infine la GESTIONE DEI RISCHI. Questo tema ha rappresentato una delle novità più importanti della riforma del 2013. Come abbiamo anche recentemente avuto modo di appurare nella presentazione in COMAGRI di uno specifico studio sul tema, le misure per la gestione dei rischi non hanno riscosso molto successo. Non tutti i Paesi Membri le hanno attivate e solo pochi hanno avviato esperienze sul tema dei fondi mutualistici. Una parziale risposta ci viene dalla stessa proposta della Commissione che abbassa al 20% la soglia per l’indennizzo delle perdite di reddito. Viene certificato così un costo-opportunità dello strumento percepito come troppo alto e la Commissione giustamente propone di rendere lo strumento più attraente per gli agricoltori. Concordando con questa visione proponiamo di estendere questo ABBASSAMENTO DELLA SOGLIA DI INDENNIZZO anche alle polizza assicurative agevolate e ai fondi mutualistici contro i danni naturali. In più crediamo che la maggiore confidenza che gli agricoltori hanno sviluppato negli anni con il sistema assicurativo e la minore complessità gestionale della polizza rispetto al fondo mutualistico, possa favorire la nascita di formule assicurative a copertura delle perdite di reddito. Con questa motivazione proponiamo di introdurre lo strumento delle INCOME INSURANCE nel novero degli strumenti agevolabili. Anche qui c’è però bisogno di semplificazione. Tra i principali motivi del fallimento degli strumenti finalizzati alla gestione del rischio di reddito, va ricordata la difficoltà di ricostruire i redditi aziendali. In questa direzione la proposta, che sottoponiamo alla discussione, è quella di utilizzare INDICATORI DI RIFERIMENTO per ricostruire in modo semplice e sulla base di elementi oggettivamente riscontrabili il reddito presunto di riferimento per una data azienda ai fini dell’accertamento dell’eventuale perdita.

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PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO OMNIBUS ultima modifica: 2017-03-13T17:49:20+02:00 da redazione