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Politica Agricola Comune (PAC)

Relazione OMNIBUS – Punti principali

3 Maggio 2017

Art. 267 – SVILUPPO RURALE
PROPOSTE COMMISSIONE:
• Nell’ambito delle misure di Gestione del Rischio è introdotta la possibilità di prevedere fondi settoriali per lo Strumento IST (Income stabilization tool). Per questi fondi sarà prevista una riduzione della soglia che fa scattare la possibilità di accesso allo strumento. Si passa da perdite superiori al 30% a perdite superiori al 20%. In più possono essere utilizzati fondi pubblici per la costituzione del capitale iniziale del fondo.
• Sono introdotte inoltre diverse novità nelle disposizioni relative lo “Sviluppo di nuove aziende da parte dei giovani agricoltori”. In particolare, è specificato che l’insediamento da parte del giovane può avvenire anche insieme ad altri agricoltori. Questa specifica disposizione riduce in modo sostanziale l’ambito discrezionale delle singole regioni che, nell’attuale periodo di programmazione, hanno previsto regole differenti da regione a regione. Tale modifica conferisce infatti al giovane la possibilità di insediarsi per la prima volta in azienda da solo o congiuntamente con altri agricoltori. Questo significa che una società con più giovani può avere il contributo per il primo insediamento moltiplicato per il numero dei giovani in società.

POSIZIONE PARLAMENTO:
GIOVANE AGRICOLTORE:
Il PE continua a valorizzare il ruolo dei giovani in agricoltura. Viene estesa la platea dei beneficiari tenendo conto che anche i giovani che già sono insediati in azienda e non abbiano mai ricevuto il premio per il primo insediamento non possono e non devono essere esclusi. Inoltre il PE propone di fissare in un anno il limite temporale per la ricezione degli aiuti da parte del giovane. Vogliamo dare maggiori certezze a coloro che investono in agricoltura.
• possibilità di accedere ai contributi per il primo insediamento per tutti i giovani agricoltori, anche se già lavorano come agricoltori in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda, a patto che non abbiano beneficiato del sostegno specifico per i giovani agricoltori nel quadro della riforma della PAC 2006-2013 o nell’attuale programma PAC 2013-2020;
• possibilità di insediamento individuale o insieme ad altri agricoltori, sotto qualsiasi forma giuridica, anche cooperativa;
• estensione del periodo entro il quale debba essere iniziato il piano aziendale necessario per accedere ai fondi del primo insediamento, dagli attuali nove mesi a 18 mesi dalla data dell’approvazione;
• il pagamento completo degli aiuti per il primo insediamento dovranno avvenire entro un anno dalla piena attuazione del piano aziendale.

SERVIZI DI CONSULENZA ALLE AZIENDE AGRICOLE:
• Al fine di garantire agli Stati membri un’alternativa a livello di attuazione dei servizi ci consulenza, in modo da ridurre le incertezze quanto all’ammissibilità delle spese, le autorità di gestione dei programmi di sviluppo rurale (regioni) potranno essere i beneficiari ed i fornitori stessi di questi servizi.

REGIMI DI QUALITÀ:
Anche la qualità continua a restare una ns priorità. Proponiamo di estendere i benefici derivanti dalla partecipazione a regimi di qualità (DOP, IGP, etc.) anche a coloro che li hanno adottati prima dell’entrata in vigore della norma, colmando così un vulnus che ad oggi rischia di discriminare coloro che sono partiti prima su questa strada.
• Possibilità di ricevere un sostegno per la partecipazione ai regimi di qualità anche per quegli agricoltori che vi facevano parte prima dell’entrata in vigore della disposizione (2014).

INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI:
• Possibilità accedere al sostegno previsto dalla PAC per gli investimenti in tecnologie e macchinari agricoli, da parte sia degli agricoltori che delle piccole imprese che si sono aggregate in forme collettive.

AGRICOLTURA BIOLOGICA:
• Il sostegno agli agricoltori che si impegnano ad adottare pratiche di produzione biologica sarà concesso non solo per ettaro, ma anche per unità di bestiame.

GESTIONE DEL RISCHIO:
La gestione dei rischi per molti e anche per il PE rappresenta il futuro. In mercati sempre più volatili e in un contesto sempre più caratterizzato dai rischi climatici, dare agli agricoltori la possibilità di accedere più agevolmente a strumenti di copertura è indispensabile. Abbiamo così proposto di rendere più accessibili le tradizionali assicurazioni contro le avversità atmosferiche, ma anche di incentivare maggiormente i cosiddetti strumenti di stabilizzazione dei redditi, introdotti con la riforma del 2013.
• Estensione dell’abbassamento al 20% della soglia di indennizzo anche alle polizze assicurative agevolate, ai fondi mutualistici contro i danni naturali e all’IST generale.
• Possibilità di utilizzare indicatori di riferimento per ricostruire in modo semplice e sulla base di elementi oggettivamente riscontrabili il reddito presunto di riferimento per una data azienda ai fini dell’accertamento dell’eventuale perdita.

INVESTIMENTI:
• Possibilità di considerare il capitale di esercizio una spesa ammissibile, quando il sostegno è erogato tramite uno strumento finanziario. La spesa ammissibile non può essere superiore a 200.000 EUR o al 30% dell’importo totale delle spese ammissibili per l’investimento, prendendo come riferimento il valore maggiore fra le due opzioni.

DISPOSIZIONI FINANZIARIE:
IL Parlamento europeo ha introdotto una norma per garantire continuità alle politiche di sviluppo rurale. Solitamente tra una programmazione e l’altra si genera un periodo di vuoto regolamentare che blocca l’utilizzo delle risorse. Con la nostra proposta questa criticità viene eliminata consentendo di agire con le regole vigenti fino all’entrata in vigore delle nuove.
• Estensione fino alla entrata in vigore di nuovi regolamenti, della programmazione per lo sviluppo rurale, al fine di evitare interruzioni nella continuità dell’intervento.

Art. 269 – PAGAMENTI DIRETTI
PROPOSTE COMMISSIONE:
• Definizione di Agricoltore attivo (di cui all’art. 9 del Reg. 1307/13). Viene concessa ai singoli Stati membri la facoltà di ridurre a due o a uno i tre requisiti, dei quali almeno uno deve essere rispettato per non essere inclusi nella ‘black-list’ (i tre requisiti sono: importo annuo dei pagamenti diretti almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente, le attività dell’agricoltore non siano insignificanti, l’esercizio di un’attività agricola costituisce l’attività principale dell’agricoltore o il suo oggetto sociale), o addirittura la possibilità di non applicare affatto la definizione di agricoltore attivo.
Dal 2018, dunque, alcuni dei soggetti inclusi a suo tempo nella cosiddetta “black list” potrebbero avere accesso all’aiuto comunitario diretto proveniente dalla PAC.
• Un’altra modifica di rilievo riguarda il pagamento per i giovani agricoltori (Articolo 50). In quest’ultimo caso è eliminato il limite massimo di titoli o di ettari ammissibili su cui calcolare il premio per il giovane (al momento tra 25 e 90). Gli Stati membri devono invece continuare a definire il numero massimo di diritti all’aiuto o di ettari ammissibili solo nei casi in cui questa limitazione serva a garantire il rispetto del massimale previsto per il pagamento (pari al 2% del massimale nazionale).
• Infine, la modifica dell’articolo 52 del Regolamento concede agli Stati membri di fornire, in periodi di crisi, aiuti accoppiati assicurando lo stesso ammontare di sostegno anche in caso di riduzione della produzione. Questa modifica ha l’obiettivo di evitare il mantenimento di livelli di produzione elevati anche quando essi non siano necessari

POSIZIONE PARLAMENTO:
DEFINIZIONI:
• Modifica della definizione di terreno seminativo, che potrà includere tutte le superfici a riposo e coperte da erba o da altre piante erbacee da foraggio che, all’epoca della prima messa a riposo, risultavano essere superfici agricole ma non prato permanente;
• Modifica della definizione di prato permanente, che potrà includere terreni che possono essere utilizzati per il pascolo e che rientrano nell’ambito delle prassi locali consolidate (anche nel caso in cui non siano tradizionalmente predominanti erba e altre piante erbacee da foraggio, come i pascoli mediterranei), e terreni che possono essere utilizzati per il pascolo e in cui le piante erbacee da foraggio non sono predominanti o sono assenti;
• Modifica della definizione di coltura erbacea da foraggio, che potrà includere le colture leguminose da foraggio in considerazione del loro valore ambientale e, in particolare, della loro capacità di migliorare la qualità del suolo.

AGRICOLTORE ATTIVO:
IL Pe rigetta la proposta di eliminare la figura dell’AA, ribadendo la necessità della certezza dei beneficiari. Pur comprendendo le difficoltà applicativa riscontrate in alcuni SM riteniamo che la trasparenza e la corretta destinazione delle risorse sia alla base di un patto tra agricoltori e cittadini sostenibile nel tempo.
• Possibilità per gli Stati membri di utilizzare registri pubblici nazionali per identificare le persone fisiche o giuridiche, o le associazioni di persone fisiche o giuridiche, come agricoltori in attività;
• Rigetto della proposta della Commissione di garantire agli Stati membri la possibilità di non applicare la definizione di agricoltore attivo a partire dal 2018.
Il PE ha approfittato di questa occasione del reg. omnibus per dare una robusta semplificazione della burocrazia agricola. La parola d’ordine è semplificazione. In particolare nell’applicazione delle misure cd greening. Senza andare ad intaccare gli effetti positivi sull’ambiente abbiamo cercato si semplificare tanto l’applicazione delle misure quanto i loro controlli.

RISERVA NAZIONALE:
• Possibilità di aumentare il valore dei diritti all’aiuto rispetto al valore della media nazionale o regionale a seguito di una calamità naturale grave che colpisce gravemente l’azienda compromettendo il normale svolgimento dell’attività;

GREENING:
• Possibilità di ricevere ipso facto il pagamento greening per tutti gli agricoltori che applicano regimi agro-ambientali a norma del regolamento sullo sviluppo rurale (come già succede per il regime biologico);

DIVERSIFICAZIONE DELLE COLTURE:
• Innalzamento del limite minimo per l’applicazione della diversificazione delle colture dagli attuali 10 a 15 ettari;
• Esenzione per le aziende in cui le colture sommerse occupino più del 75% dei seminativi, di rispettare i limiti di superficie massimi stabiliti per le varie colture.
• Eliminazione della soglia dei 30 ha per l’esenzione dall’obbligo di diversificazione colturale, per tutte le aziende che implementano pratiche ecologiche su oltre il 75% della loro superficie;

PRATO PERMANENTE:
• Possibilità di riconvertire a seminative le aree date in affitto come seminative ma vincolate a prato per più di cinque anni sulla base di un contratto.

AREE AD INTERESSE ECOLOGICO:
• Obbligo di dedicare ad area ad interesse ecologico solamente gli ettari supplementari ai primi 15;
• Eliminazione della soglia dei 30 ha per l’esenzione dall’obbligo di area ad interesse ecologico, per tutte le aziende che implementano pratiche ecologiche su oltre il 75% della loro superficie;
• Possibilità di attività sulle EFA, nel caso in cui queste attività siano necessarie per la gestione economica delle superfici coltivabili adiacenti;
• Inclusione nel novero delle aree considerate ad interesse ecologico delle superfici di terreni a riposo melliferi (composti da specie ricche di polline e nettare) e delle superfici con piante erbacee selvatiche.
• Innalzamento del fattore di conversione delle colture leguminose al 100%.

GIOVANI AGRICOLTORI:
• Possibilità per gli Stati membri di innalzare il supplemento di pagamento per i giovani agricoltori fino al 50% del valore medio dei diritti all’aiuto PAC dell’agricoltore, rispetto all’attuale 25%.

SOSTEGNO ACCOPPIATO:
• Possibilità per gli Stati membri di rivedere ogni anno la decisione sui settori a cui viene concesso il pagamento accoppiato;
• Esenzione dall’obbligo di mantenimento degli attuali livelli produttivi per le colture proteiche.

PICCOLI AGRICOLTORI:
• Possibilità per gli Stati membri di garantire il pagamento fino al decimo ettaro rispetto agli attuali 5, e di innalzare il livello massimo di pagamento a 2500 EUR rispetto agli attuali 1250.

Art. 270 – ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI
PROPOSTE COMMISSIONE:
• Inserimento tra gli obiettivi delle Organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo, la possibilità di svolgere attività di formazione per altre Organizzazioni di produttori. A tal fine la nuova proposta normativa propone di includere nelle misure di prevenzione e di gestione delle crisi, attività di coaching finanziate al 100% tramite il bilancio UE.
• Modifica delle norme relative all’aiuto finanziario nazionale (AFN) alle Organizzazioni di produttori nei Paesi in cui l’organizzazione della produzione nel settore ortofrutticolo è debole. In tale ambito, la nuova proposta normativa prevede novità per il calcolo del livello degli aiuti nazionali. Infatti, gli Stati membri in cui il tasso di organizzazione è particolarmente basso (inferiore al 20% nel 2013), potranno concedere aiuti nazionali in una percentuale aggiuntiva del valore della produzione commercializzata dall’OP.
• Eliminazione dell’articolo 35.2 del Regolamento (UE) n. 1308/2013 che disciplina la richiesta di rimborso dell’aiuto finanziario nazionale dall’Unione europea al verificarsi di talune condizioni. Di conseguenza le regioni che avevano la possibilità di chiedere il rimborso dell’aiuto nazionale non avranno più questa opportunità. Questa modifica provocherà evidenti ripercussioni negative su vari Stati membri tra cui Italia, Spagna e Portogallo.

POSIZIONE PARLAMENTO:

Il PE, sulla scorta del lavoro svolto dal gruppo di alto livello sugli squilibri di potere lungo le filiere, ha avanzato una serie di proposte per rafforzare l’agricoltura organizzata in tutte le sue forme. Dando maggiori prerogative alle OP (in particolare su attività di formazione, prevenzione dei rischi e accesso ai mercati terzi), ma anche prevedendo una nuova forma organizzativa, le BO ( Bargaining Organizations), che ha lo scopo di creare occasioni di aggregazione laddove queste sono poco sviluppate. Una formula che potremmo definire di rango inferiore alle OP, ma che consente di irrobustire il potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle fasi a valle.
PROGRAMMI OPERATIVI:
• Possibilità di finanziamento tramite i programmi operativi di azioni volte a diversificare e consolidare i mercati delle esportazioni nei paesi terzi (tra cui assicurazioni di credito alle esportazioni, costi relativi alla negoziazione e alla gestione dei protocolli fitosanitari, studi e valutazioni di mercato, promozione dei marchi o attività pubblicitarie, partecipazione a fiere o esibizioni).

AIUTO FINANZIARIO NAZIONALE:
• Rigetto della proposta della Commissione e innalzamento al 20% del livello minimo di organizzazione a livello regionale (rispetto all’attuale 15%) necessario affinché un aiuto finanziario nazionale possa essere concesso.

AUTORIZZAZIONE PER GLI IMPIANTI VITICOLI:
• Possibilità per le bevande spiritose con indicazione geografica, ottenute da vini privi di indicazione di origine protetta, di beneficiare degli strumenti di gestione sul potenziale produttivo;
• Esclusione dal rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti di tutti i richiedenti che possiedono vigneti piantati senza autorizzazione;
• Possibilità per gli Stati membri di definire una superficie ammissibile minima e massima per ogni richiedente di nuovi impianti;
• Possibilità per gli Stati membri di aggiungere la condizione che il richiedente sia una persona fisica di età non superiore a 40 anni al momento della presentazione della domanda.

MISURE DI SOSTEGNO DEL MERCATO:
• Codificazione del meccanismo di riduzione volontaria della produzione nell’atto di base, estendendo quanto previsto nel Pacchetto Latte ad altri settori agricoli, nel caso in cui le tecniche di produzione consentano la mobilitazione degli aiuti alla riduzione della produzione.

COOPERAZIONE AGRICOLA:
• Rafforzamento del ruolo delle OP e introduzione delle Organizzazioni di Contrattazione; uno strumento che va a completare il percorso di rafforzamento dell’offerta, partito con il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori e poi delle loro associazioni. Le formule organizzative vengono rinnovate e rafforzate nella volontà di estendere il pacchetto latte ad altri settori. Le soluzioni proposte mirano a favorire le opportunità di concentrazione dell’offerta e a condividere funzioni di tipo organizzativo e commerciale, anche al fine di favorire il ricorso a modelli contrattuali collettivi finalizzati alla stabilizzazione dei rapporti lungo la filiera e alla collaborazione interprofessionale.

RELAZIONI CONTRATTUALI:
• Possibilità per produttori, organizzazioni di produttori, organizzazioni di contrattazione o una loro associazione, di esigere una contrattualizzazione scritta obbligatoria per la vendita di prodotti agricoli.

RELAZIONI CON LA FILIERA:
• Richiesta alla la Commissione europea di presenta entro il 30 giugno 2018 una proposta legislativa su un quadro a livello di Unione per contrastare le pratiche commerciali sleali.

DEROGHE ALLE REGOLE DI CONCORRENZA:
• Chiarificazione della esenzione per produttori, organizzazioni di produttori, organizzazioni di contrattazione o una loro associazione alle regole della concorrenza.

Relazione OMNIBUS – Punti principali ultima modifica: 2017-05-03T14:54:24+02:00 da redazione