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Voto Renzi perché sa che la partita più importante la giochiamo sull’Europa

29 Aprile 2017

Intervista con Michele Cozzi per La Gazzetta del Mezzogiorno del 29 aprile 2017

Paolo De Castro, salentino, eurodeputato. Cosa emerge dal voto francese?
«Il voto per Macron e il voto in Olanda dimostrano che stiamo andando nella direzione di un’Europa che diventa argomento positivo in campagna elettorale, quando fino a ieri, sembrava un tema negativo. Poi c’è anche l’indicazione dell’Eurobarometro».
Che cosa emerge?
«Dal sondaggio mensile emerge che è ritornata la voglia di Europa».
Come si spiega?
«È una conseguenza della Brexit e del voto negli Stati Uniti che hanno suscitato, assieme al terrorismo internazionale, un maggiore disagio con la conseguenza di portare i cittadini ad unirsi di più all’Europa che ci ha garantito pace e prosperità».
Quindi non vede più il rischio del populismo?
«Secondo me ha raggiunto il massimo. Lo vediamo anche con il crollo dei socialisti francesi che hanno scimmiottato gli slogan della sinistra. E questo ha spaventato i moderati che hanno votato Macron, mentre altri settori hanno Melenchon, l’originale. Quella débacle totale è figlia di una deriva populista che non paga più. E non a caso Macron ha scelto l’Europa per la sua battaglia».
Cosa cambia per l’Italia con l’eventuale vittoria di Macron?
«Con la Brexit gli equilibri sono profondamente mutati. L’asse si sposta verso il Mediterraneo. Questo dà una nuova forza ai Paesi del Mediterraneo».
Però si dice che Macron potrebbe risaldare l’asso franco-tedesco. Con Renzi nel Ruolo un po’ alla Corbyin. Vede questo rischio?
«No, assolutamente. Renzi non ha nulla a che vedere, politicamente, con la débacle di Hamon in Francia. Bersani assomiglia ad Hamon. Renzi ha anticipato il messaggio di Macron».
Vede analogie?
«Renzi chiude a Bruxelles la sua campagna elettorale perché avverte che è sull’Europa che ci giochiamo la partita più importante. Renzi, ripeto, viene prima di Macron. Il messaggio di novità di Renzi è figlio di un’impostazione moderata di centrosinistra che non ha nulla a che vedere con l’approccio di Hamon».
Tra una decina di giorni a Bari ci sarà il G7 dei ministri finanziari. Come possiamo attenderci?
«Padoan ha già iniziato a sfruttare il fronte del Mediterraneo. La Germania, comunque vada, cambierà registro. Poiché l’amico Schauble o perde le elezioni, ma anche se Merkel dovesse vincere dovrà cercare l’accordo con i socialisti tedeschi. La Germania deve fare l’accordo con i Paesi del Mediterraneo. Non vedo un asse franco-tedesco».
Che Dice delle Primarie del PD?
«È un’opportunità per il PD. Sostengo Renzi, che ricordo si è dimesso da tutto. Credo e spero che le primarie siano un’occasione per rilanciare la centralità del PD».
Toni un po’ troppo alti oppure tutto come previsto?
Spero che si spengano i toni che mi sono sembrati eccessivi. Non ho apprezzato di Emiliano la cattiveria e i populismi che ha voluto portare in campagna elettorale. Ho votato Emiliano per le regionali, ma un po’ di delusione l’ho raccolta. Da Presidente della Regione, con tutti i probemi che abbiamo… Spostare tutta la sua attenzione in una battaglia personale non l’ho apprezzato. Si è messo a capo di un movimentismo populista che è arrivato al capolinea».
Che pensa di Orlando?
«Ha fatto la sua Battaglia, è una persona che stimo, ma anche lui si è fatto trascinare in un linguaggio che non gli è proprio».
Vede rischi di altre mini-scissioni?
«La scissione è stata vista malissimo dalla base del PD. Nella patria dell’Emilia rossa, Renzi ha stravinto perché c’è stato un rigurgito contro gli scissionisti. La battaglia si fa all’interno, non si va via perché il segretario ti è antipatico. Il successo di Renzi nei circoli, e credo anche domenica, è figlio dell’orgoglio di chi vuole difendere il partito».

Voto Renzi perché sa che la partita più importante la giochiamo sull’Europa ultima modifica: 2017-04-29T11:07:05+02:00 da redazione