La nostra presenza in Europa è fondamentale. Il 6 e 7 giugno eleggeremo 72 europarlamentari chiamati a rappresentare il nostro Paese a Strasburgo: alla luce del trattato di Lisbona, avranno poteri aggiuntivi rispetto al passato in settori nevralgici. Si tratta di settori-chiave per il Mezzogiorno, come l’agricoltura e la pesca. Da qui la necessità di votare e mandare in Europa gente competente e preparata, non figure di facciata o di secondo piano. Per questo ho accettato con grande entusiasmo di candidarmi".
Lo ha detto il Senatore Paolo De Castro, Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Capolista del PD nel Mezzogiorno alle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, in un'intervista rilasciata al Quotidiano di Puglia. "L'agricoltura occupa un ruolo centralissimo all'interno dell'Unione Europea.
A maggior ragionese parliamo di Italia e Mezzogiorno. In questi anni si sono raggiunti risultati considerevoli. Basta pensare alla riforma degli agrumi: finalmente ci sono regole certe nella definizioni dei rapporti tra produzione e trasformazione. Non solo - contiunua l'ex Ministro De castro -: è stata varata la modifica del regolamento comunitario sull' etichettatura dell'olio d'oliva. Adesso, grazie ad un percosro difficile avviato nel corso della precedente legislatura con un mio provvedimento ministeriale dell'ottobre 2007, dal primo luglio saremo in grado di conscere la provenienza dell' olio che utilizziamo quotidianamente nella preparazione dei nostri cibi.
E' pur vero che il Governo di centrodestra sta facendo di tutto pur di non aiutare le imprese del Mezzogiorno che stanno attraversando una delle fase più critiche e delicate degli ultimi anni. "Il - saccheggio - dei Fondi per le aree sottoutilizzate da parte del Governo nel primo anno di Legislatura ne è un esempio emblematico". "Bisogna tener conto - conclude il Capolista De Castro - che senza le ingenti risorse garantite da Fas e Por il Mezzogiorno non sarebbe in grado di superare questa crisi che sta già avendo effetti sociali devastanti".