'I tempi sono maturi per portare al centro del dibattito europeo il tema del lavoro. Lo ha detto Paolo De Castro, presidente della Commissione europea dell'Agricoltura, al congresso della Uila, commentando la proposta dell'organizzazione di legare i contributi comunitari, oltre che alla produzione, anche al lavoro dato dalle imprese.
Secondo De Castro, dopo il Trattato di Lisbona, il Parlamento europeo ha un margine d'azione piu' ampio. L'ex ministro, poi ha rilevato che l'Italia e' in ritardo sul dibattito sulla nuova Politica agricola comune, dopo il 2013. Il tema del lavoro come elemento centrale della Pac e' stato condiviso da tutti gli ospiti presenti alla tavola rotonda organizzata dalla Uila: i presidenti di Federalimentare, Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative e Copagri. Analogamente e' stata espressa comune preoccupazione sulla possibilita' che venga ridotto il budget europeo per l'agricoltura, oggi pari a 53 milioni di euro. 'In tutti i Paesi europei - ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini - si e' avviata una riflessione sul futuro della Pac che da noi stenta a partire' e il presidente della Cia, Giuseppe Politi ha sollecitato 'azioni comuni per una riforma della Pac in grado di tutelare e valorizzare l'attivita' delle imprese'. Il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni stanco di un' agricoltura che in questi anni e' stata 'annacquata', nei suoi valori, da 'tavole imbandite in Tv' e finanziamenti di 'feste di paese con i fondi dei Piani di sviluppo rurale' ha raccolto le sollecitazioni e, gia' dalla prossima settimana, ha invitato i rappresentanti della filiera ad un dibattito.
C'e' gia' una condivisione sull'asserzione che i contributi debbano essere legati alla produzione, come ha sostenuto il presidente di Federalimentare, Giandomenico Auricchio. E sul tavolo, il presidente di Copagri, Franco Verrascina ha lanciato anche una proposta: introdurre la compartecipazione degli utili tra imprese e lavoratori'.