Paolo De Castro

Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo

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ASSEMBLEA CIA: PUNTARE SULLA RECIPROCITA' DELLE REGOLE
giovedì 25 febbraio 2010

Siamo di fronte a un fatto nuovo: la grande volatilita' dei prezzi. E' questo quanto afferma dal palco dell'Assemblea elettiva della Cia il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Ue Paolo De Castro. "E pensare che fino a meno di due anni fa dovevamo pensare a contenere i prezzi", spiega. "Ora sono cosi' bassi che i costi di produzione sono maggiori a quelli di vendita". La risposta "innovativa e riformista" che va data al settore, secondo De Castro, "e' un pacchetto di misure come il de minimis, il fondo latte per la crisi (300 milioni di euro)". Misure che seppur in ritardo, alla fine sono arrivate. Ora s chiede un'analoga attenzione di misure per i prodotti mediterranei. "In Europa e' cambiato tutto. Grazie a Trattato di Lisbona il Parlamento Ue ha assunto un potere maggiore, seppur la decisione finale rimanda nelle mani della Commissione Ue. Nel processo legislativo la commissione ha lo stesso peso e lo stesso valore del Consiglio dei ministri dell'agricoltura. "E questo ci da' lo spazio per intervenire". Al primo posto, la Pac, "per una politica robusta che assicuri anche dopo il 2013 il sostegno a tutti gli agricoltori europei. Lo ha detto il presidente del Cdm Ue, io e il presidente della Commissione Agricoltura Ciolos". Ma bisogna "continuare nel processo di legittimazione di questa politica". Poi De Castro ricorda la crisi del tabacco, per il quale si era chiesta la produzione fino al 2013. "C'e' la volonta' ampia di tutti i parlamentari di non abbandonare il settore". La sensibilita' del Parlamento sui temi che hanno un impatto sul territorio e' "formidabile", secondo il presidente della Commissione Agricoltura. Per quanto riguarda gli effetti re-distributivi della Pac, bisognera' lavorare a lungo, secondo De Castro. "Ma se non abbiamo imprese competitive capaci di concorrere sul mercato non potremo accedere ai beni pubblici. Per questo non possiamo essere protezionisti e qualsiasi sbandierato dazio populista va contro il concetto di 'reciprocita'. Vogliamo che accada in Ue quello che accade da anni negli Usa. Ovvero che il prodotto importato dall'estero rispetti le regole che vigono all'interno dei confini nazionali. Poi il lavoro, che "va messo, assieme all'impresa e al reddito, al centro della questione sulla quale ci impegneremo in ambito Ue anche grazie al nuovo peso che abbiamo in seguito al Trattato di Lisbona".

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